E’ stato elaborato lo studio “La gestione dello spettro frequenziale tra pianificazione nazionale e traiettoria DNA”, realizzato da Join Group e da I-Com, Istituto per la Competitività, nell’ambito del progetto Futur#Lab, con la partnership di Ericsson, iliad e Open Fiber.
L’Italia ha raggiunto una copertura 5G del 99,8% delle famiglie, posizionandosi ai vertici europei. Restano, tuttavia, alcune sfide da affrontare per trasformare questa disponibilità infrastrutturale in servizi digitali avanzati e nuove opportunità per imprese e territori.
La convergenza tra fibra, 5G, cloud e Intelligenza Artificiale sta ridisegnando il settore delle telecomunicazioni, aprendo nuove prospettive per l’industria, la logistica e le smart city. Allo stesso tempo, l’AI e la gestione intelligente dei consumi possono contribuire a rendere le infrastrutture più efficienti, resilienti e sostenibili.
Per accompagnare questa trasformazione, sarà fondamentale sostenere gli investimenti, accelerare lo sviluppo del 5G Standalone, completare le infrastrutture in fibra e promuovere un quadro regolatorio stabile e prevedibile, anche alla luce dell’evoluzione normativa europea e della scadenza delle frequenze prevista per il 2029 e della proposta di Digital Network Act presentata dalla Commissione Europea il 21 gennaio 2026.
La sfida non è soltanto estendere la connettività, ma costruire un ecosistema digitale integrato, capace di sostenere l’innovazione, la competitività e la crescita del Paese.
Leggi il paper: https://joingroup.it/wp-content/uploads/2026/10/Studio-FuturLab-1-2026_Spettro.pdf



