Welfare Aziendale

5 Novembre 2020
Welfare Aziendale

Un risparmio per l’azienda, un incremento del potere d’acquisto per i dipendenti

Curare il benessere dei propri lavoratori dovrebbe essere una preoccupazione costante del datore di lavoro. E ancor di più diventa un elemento critico in momenti di crisi come quello che stiamo attraversando in questi mesi di pandemia. Lo strumento più valido nelle mani dei datori di lavoro è il cosiddetto “welfare aziendale”. Con questo termine si fa riferimento a tutte quelle iniziative sia di natura contrattuale che unilaterali da parte del datore di lavoro che incrementano il benessere dei lavoratori e delle loro famiglie, sia in termini di work life balance che di vero e proprio incremento del potere d’acquisto.

Il welfare aziendale ha dunque un impatto sociale rilevante, anche a vantaggio dello stato, riuscendo ad offrire coperture complementari a quanto previsto. Le aziende, grazie ai programmi di welfare crescono in modo sostenibile, unendo la crescita economica alla tutela della salute della comunità, al supporto nella assistenza agli anziani, alla tutela della genitorialità, al sostegno del benessere fisico e dell’istruzione.

Il rapporto 2020 Welfare index PMI (Generali Italia) riporta un livello medio alto di soddisfazione per i risultati ottenuti con politiche di welfare aziendale, incidendo positivamente sulla produttività del lavoro (34%), sulla soddisfazione e fidelizzazione dei lavoratori  (38.5%), sull’immagine e reputazione aziendale (38.7%).

Da un punto di vista implementativo nel welfare rientrano i flexible benefit e i fringe benefit.

I fringe benefit sono ad impatto diretto ed immediato ma di minor rilevanza e vincolati. Sono una vera e propria retribuzione aggiuntiva espressa sotto forma ad esempio di buoni pasto, buoni benzina, auto aziendale ad uso promiscuo e come tale esente da tasse e contributi ma con il limite di 258,23€ annui. Solo per il 2020 la soglia di esenzione è stata portata a  516.46€ . E questa può essere un’opportunità da cogliere per premiare i propri dipendenti in un momento difficile.

Ma la vera opportunità sono i flexible benefit: in questa categoria rientrano tante tipologie di benefit, dalla cultura (cinema, teatri, concerti..) all’attività sportiva (palestre, piscine) all’assistenza (baby sitter e badanti), alle spese mediche, alle vacanze ed altro. La panoramica dei benefit inseribile è vasta e permette di incontrare le necessità e gli interessi di tutte le categorie e le età dei lavoratori. La normativa sulla gestione dei flexible benefit è evoluta negli anni.

I flexible benefit sono esenti da tasse e contributi quindi il valore messo sul tavolo dall’azienda è interamente percepito dai lavoratori.  Ci sono alcuni vincoli nell’erogazione: devono essere offerti alla generalità dei lavoratori con importi uguali per categorie di lavoratori omogenei e possono essere utilizzati con meccanismo premiale a fronte del raggiungimento di risultati aziendali e non personali.

I flexible benefit sono uno strumento che permette di supportare economicamente i propri dipendenti, riducendo il costo per l’azienda a fronte del valore effettivamente percepito dal lavoratore, svolgendo un ruolo sociale, particolarmente importante nel contesto attuale.

Anna Taliani

Anna Taliani – Partner

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