La sostenibilità made in Italy. Intervento all’Innovation for Sustainability Summit

19 Maggio 2022
La sostenibilità made in Italy. Intervento all’Innovation for Sustainability Summit

Il 17 e 18 maggio si è svolto a Palazzo Taverna a Roma l’ Innovation for Sustainability Summit 2022, realizzato da EIIS – The European Institute of Innovation for Sustainability in collaborazione con Fiera Milano – Business International. La prima edizione di un evento internazionale dedicato alle imprese e a chiunque sia consapevole di quanto l’innovazione di processi, prodotti e comportamenti sia indispensabile per ottenere la sostenibilità.

Alessandra Bucci, Partner e Presidente di Join Group, Board Member Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e Unidata , ha partecipato come speaker all’evento, in un panel dedicato alla sostenibilità made in Italy con Marco Gazzino, Head of Innovation, Enel X Global Retail e Veronica Tonini, Chief Sustanaibility, Indirect Purchasing and Strategy Coordinator, Ferragamo.

Di seguito il testo dell’intervento all’Innovation for Sustainability Summit.

Parliamo di abbinamento tra paese e sostenibilità; a livello di domanda, di istituzioni e di grandi aziende, c’è una predisposizione effettiva a questi temi più che negli altri paesi?

Va detto che il nostro paese è solo 23esimo. nella classifica dei Paesi europei più sostenibili secondo il Rapporto sullo sviluppo sostenibile in Europa 2021, realizzato dal network dell’Onu Sustainable Development Solutions. Al primo posto troviamo la Finlandia, seguono Svezia e Danimarca. Il lato positivo è che, dal 2015 ad oggi, l’Italia aumenta costantemente il proprio punteggio. Inoltre negli ultimi anni il governo italiano ha dato dei segnali di impegno concreto.

Innanzitutto l’8 febbraio 2022 sono state approvate le modifiche agli articoli 9 e 41 della Costituzione, che introducono la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli animali tra i principi fondamentali della Carta costituzionale.
In particolare con la modifica all’articolo 41 relativo alla libertà economica e all’azione di impresa, si stabilisce il principio generale che, in ogni caso, l’iniziativa economica non può recar danno, oltre che come già previsto alla sicurezza, alla libertà alla dignità umana ora anche all’ambiente e alla tutela della salute.
Una chiara attenzione del nostro legislatore al Pianeta e alle Persone e un monito alle aziende ad operare in modo responsabile. Inoltre il legislatore ha istituito con la legge 208/2015 la figura giuridica delle Società Benefit. Secondo la legge, le società benefit nell’esercizio di un’attività economica, oltre allo scopo di raggiungere un profitto, perseguono una o più finalità di beneficio comune, operando in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni e altri stakeholders.

la trasformazione in società benefit è una peculiarità italiana. Il nostro paese è stato il primo in Europa ad introdurre questa legislazione, seguito e preso a modello recentemente da Francia e Scozia.
Per diventare Società Benefit:

  • Occorre modificare lo statuto inserendo nell’oggetto sociale uno o più impegni verso gli stakeholders . Il legislatore non impone un numero minimo di impegno né verso quali stakeholders impegnarsi. E’ l’azienda che decide quali battaglie vuole combattere ovvero quali impegni assumere e verso chi (tra comunità, clienti, dipendenti o ambiente), coerentemente col proprio core business e col proprio DNA;
  • Poi occorre nominare un responsabile di impatto che, assieme al management, dovrà di assicurare che la società persegua il proprio scopo dichiarato di beneficio comune;
  • Infine occorre presentare una relazione annuale d’impatto per valutare le perfomance della società e stabilire gli obiettivi dell’anno successivo.

Perché un’azienda vorrebbe impegnarsi così formalmente e nel lungo periodo trasformandosi in società benefit?
Innanzitutto per un tema di posizionamento distintivo. Molte parlano di sostenibilità ma sono ancora meno di 2000 quelle azienda che decidono di interiorizzare la sostenibilità ambientale e sociale nel proprio statuto.
Inoltre per avere un impegno e proteggere la mission nel tempo, a prescindere dal management del momento ma come impegno anche dei manager futuri.
Infine per attrarre e trattenere i giovani talenti. Sappiamo che il 77% dei millenials scelgono il posto in cui lavorare in base al purpose e allo scopo dell’azienda.

Lato aziende, andando a vedere il panorama italiano , esempi di buone pratiche e di attenzione al Pianeta e alle persone oltre che al profitti si riscontrano in tutti i settori aziendali. Da principio erano prevalentemente le aziende manifatturiere e spesso di food quelle più vicine ad un uso attento delle risorse ma ora l’attenzione alla sostenibilità è trasversale e tutti i settori e le merceologie, dal farmaceutico alla moda dai servizi it all’energia.

In JOIN GROUP, società benefit di busienss advisory di cui sono presidente aiutiamo le società a diventare benefit, ed ora queste sono circa 2000 in italia, sono presenti in tutti i settori merceologici, e dopo il food ( nespresso, danone, illy…) stanno crescendo soprattutto nei servizi e nelle utilities Fastweb, Unidata, Sogei società IT in house del MEF, prima azienda pubblica ad aver intrapreso la trasformazione in benefit e l’avvio per la certificazione B Corp, che vuole essere un esempio per tutta la PA. Anche nei trasporti c’è Number one e Vector, e speriamo presto qualche società ferroviaria.

Nel campo della mobilità sostenibile, il trasporto ferroviario rappresenta sicuramente la soluzione migliore. Quali sono le tendenze in atto? Queste tendenze riguardano solo centro e nord o anche sud di Italia?

Il treno è nettamente il mezzo di trasporto più sostenibile. Produce 25 grammi di CO2 per chilometro, mentre l’auto privata produce 113 grammi di CO2 per chilometro e l’aereo 68 . e ci vogliono almeno 400 macchine per trasportare il numero di passeggeri di un treno. E almeno 4 aerei…
Il gruppo FS di sono sono Board member, si impegna a valorizzare il contributo del trasporto ferroviario non solo nella decarbonizzazione ma anche nell’avvicinare le persone, i territori e a costruire relazioni favorevoli per il benessere sociale ed economico. Il caso FS è un benchmark a livello internazionale. Basti pensare come il Frecciarossa ( made in Italy) è stato salutato con entusiasmo quando è “sbarcato” in Francia.

Il gruppo da anni mette la sostenibilità al centro delle strategie, e proprio due settimane fa come Cda abbiamo approvato due importanti modifiche statutarie : abbiamo inserito l’equilibrio di genere nella composizione degli organi sociali come principio statutario, da applicare quindi a prescindere dalle limitazioni temporali proprie delle disposizioni di legge emanate in materia, e nell’oggetto sociale la sostenibilità come indirizzo programmatico che orienta l’attività d’impresa. 

FS vuole favorire l’uso del treno, integrato anche con gli altri sistemi di trasporto sostenibile, per assicurare accessibilità in tutte le aree del Paese e utilizzare la strada per l’ultimo miglio e dove la ferrovia non arriva. In Italia, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha eletto il Gruppo FS Italiane tra i principali protagonisti degli investimenti nazionali. Con i fondi del PNRR gli investimenti del gruppo dei prossimi dieci anni riguarderanno sia la flotta sia le infrastrutture con un piano che si prefigge di aumentare l’accessibilità, ridurre le disuguaglianze nella dotazione infrastrutturale tra Nord e Sud Italia, rafforzando ed estendendo l’alta velocità ferroviaria nazionale, potenziando le connessioni diagonali e la rete ferroviaria regionale soprattutto al Sud aumentando l’elettrificazione delle linee – previsti oltre 2.000 km nei prossimi anni – e, dove non possibile, utilizzando treni ibridi, con alimentazione elettrica, diesel e a batterie. Oltre a questo, il Gruppo sta studiando anche una mobilità ferroviaria a idrogeno.
Relativamente all’approvvigionamento dell’energia, il Gruppo FS oggi ha un consumo annuo pari a circa il 2% della domanda di energia elettrica in Italia. In futuro, per coprire il 40% del proprio fabbisogno, punta a produrre e autoconsumare energia da fonti rinnovabili attraverso la valorizzazione o la riconversione di spazi e siti sia ferroviari sia stradali.

Il Gruppo FS Italiane, nel 2021 ha varato il progetto Supply Chain Sustainable Management per incoraggiare e valutare performance di sostenibilità dei propri fornitori. Infine, a certificare l’impegno del Gruppo a migliorare le proprie performance di sostenibilità sono diversi riconoscimenti ottenuti nel 2021. Il gruppo si posiziona ai primi posti a livello europeo nel settore Transports and Logistics nel rating Moody’s ESG Solutions. Trenitalia si è posizionata al primo posto della classifica “Green Star – Le aziende più sostenibili 2021”, all’interno della categoria Mobilità e trasporti, indagine condotta dall’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza (ITQF) in collaborazione con l’Istituto per il Management e la Ricerca Economica IMWF di Amburgo.

Verso i dipendenti , ci sono sia riconoscimenti come ambiente di lavoro attrattivo e orientato alla ricerca di talenti e anche gli studenti hanno valutato il Gruppo FS Italiane tra i più attraenti potenziali datori di lavoro, ricevendo il titolo di Most Attractive Employers Italy nel segmento Passengers & Transportation by the Business students di Universum.
Un ulteriore successo è arrivato dal riconoscimento di FS Italiane come uno dei 20 brand più inclusivi in Italia. È riuscita, infatti, a posizionarsi nella classifica del Diversity Brand Index, la ricerca curata da Diversity e dalla società di consulenza strategica Focus MGMT, per misurare la capacità delle imprese di sviluppare una cultura orientata all’inclusione e alla diversità.

Un target specifico ESG che si è dato il gruppo è incremento delle donne in posizioni dirigenziali. Il settore ferroviario sta lavorando molto per far crescere il numero delle donne al suo interno e migliorarne le condizioni di lavoro. A novembre del 2021 è stato raggiunto un accordo tra le parti nella cornice del progetto Women in Rail, a cui FS ha contribuito, volto ad attirare un maggior numero di donne, soprattutto nelle aree in cui le donne sono sottorappresentate, rafforzare la diversità di genere nel settore, abolire stereotipi ed egemonia culturale maschile, eliminare la discriminazione basata sul genere e conseguire la parità di genere.

Alessandra Bucci

Alessandra Bucci – Partner Join Group, Board member, Marketing adjunct Professor

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