La crisi dell’acqua: impatto e possibili soluzioni

6 Maggio 2022
La crisi dell’acqua: impatto e possibili soluzioni

L’acqua è un elemento essenziale che troppo spesso diamo per scontato e raramente ipotizziamo di dovercene privare. C’è inoltre una scarsa percezione dell’impatto del consumo dell’acqua nella lotta al climate change, nella quale quest’elemento, così basilare, non viene sufficientemente sottolineato. L’acqua è cruciale per il raggiungimento di quasi tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG). Essa favorisce l’impulso alla crescita economica, sostiene ecosistemi sani ed è essenziale e fondamentale per la vita stessa.
I dati riportati e analizzati da vari osservatori mondiali e organizzazioni come FAO, World Bank e Nazioni Unite destano preoccupazione e rivelano chiaramente che l’acqua si sta esaurendo. La drammatica mancanza d’acqua è già una realtà in alcune zone del mondo, ma si stima che l’impatto di questo consumo si scatenerà anche in casa nostra già nel 2050. Ad oggi, circa 2,2 miliardi di persone in tutto il mondo non hanno un accesso sicuro all’acqua potabile, 4,2 miliardi di persone non hanno accesso a servizi igienico-sanitari sicuri e 3 miliardi non hanno nemmeno le strutture igienico-sanitarie di base. Le difficoltà di approvvigionamento idrico combinate con la crescita demografica, lo sviluppo di colture e di industrie water-intensive, gli impatti del cambiamento climatico e dell’inquinamento sulle precipitazioni rendono il consumo dell’acqua uno dei maggiori rischi per il progresso economico, per l’eliminazione della povertà e per la realizzazione di uno sviluppo sostenibile.

Il consumo d’acqua globale ha subito un incremento di 6 volte negli ultimi 100 anni e continua ad aumentare dell’1% ogni anno, principalmente a causa dell’aumento della popolazione e dell’incremento di usi non agricoli, che limitano le possibilità di aumentare la quantità d’acqua utilizzata per l’irrigazione, ad oggi il 69% del totale di acqua dolce prelevata e fondamentale per la produzione di risorse alimentari.
A livello mondiale, le inondazioni e i fenomeni di piogge torrenziali sono aumentati di oltre il 50% in questo decennio e ora si stanno verificando ad una velocità quattro volte superiore rispetto al 1980.

Altri eventi climatici estremi come tempeste, siccità e ondate di calore sono aumentati di oltre un terzo in questo decennio e vengono registrati due volte più frequentemente. La prosperità economica di alcune aree del mondo è fortemente influenzata da piogge, episodi di siccità e inondazioni che danno luogo al verificarsi di flussi di migrazione e picchi di violenza: nel 2017 sono stati registrati 18,8 mln di nuovi sfollati interni associati a disastri in 135 Paesi e territori.

Entro il 2050 si prevede che la popolazione mondiale possa arrivare a 9 miliardi di persone, con conseguente aumento della domanda di cibo e acqua. Dovrà essere intensificato l’utilizzo di acqua per usi non agricoli e la scarsità d’acqua si acuirà in modo sensibile producendo conseguenze per la sicurezza alimentare, la povertà, la salute e l’ecosistema in generale. La produzione di cibo nel 2050 richiederà circa 12.400 km cubi di acqua rispetto ai 6.800 km cubi utilizzati oggi. Il fabbisogno d’acqua non coperto sarà di circa 3.300 km cubi, pur considerando miglioramenti nell’efficienza dell’agricoltura irrigua, nella gestione delle acque e dell’agricoltura pluviale. Questo gap comporterà una scarsità alimentare ancora più preoccupante. La crisi energetica, la scarsità di risorse alimentari e di terre coltivabili che stiamo già vivendo e che il conflitto tra Russia ed Ucraina sta aggravando ulteriormente, nonché gli effetti variabili che potranno essere causati dal cambiamento climatico, prospettano un panorama allarmante per il 2050.

Per un problema globale si richiede una risposta globale

Le sfide che il mondo dovrà affrontare nell’adattarsi ai problemi idrici sono enormi. È prima di tutto necessario il riconoscimento delle interconnessioni tra acqua, cibo, energia e ambiente. I costi dell’inazione saranno ben più elevati degli investimenti strutturali e culturali che andranno implementati e i quali potranno generare un sostanziale miglioramento del benessere e un impulso alla crescita economica.

Tre sono le priorità politiche generali che possono far da riferimento centrale per le soluzioni e le innovazioni che si riuscirà a proporre e che aiuteranno a creare un’economia sicura per l’acqua e resiliente ai cambiamenti climatici.

  • Ottimizzare l’uso dell’acqua attraverso una migliore pianificazione e politiche di incentivazione. Bisogna perseguire l’incremento dell’efficienza idrica in tutti i settori interessati, creando e adottando nuove tecnologie di risparmio idrico e incentivandone l’impiego, sviluppando inoltre la cultura e la sensibilizzazione sull’uso efficiente dell’acqua. Si potrebbe dare ulteriore impulso ad approcci già esistenti, quali il Climate Smart Agriculture (CSA) o il Sustainable Agricultural Intensification (SAI), che consentono alle aziende agricole di mantenere o addirittura aumentare i raccolti, riducendo al contempo la loro impronta energetica e idrica.
  • Espandere i sistemi di approvvigionamento idrico e di stoccaggio, investendo nelle infrastrutture come dighe, sistemi di riciclaggio e riutilizzo dell’acqua e sistemi di desalinizzazione. Gli approvvigionamenti idrici possono essere usati nelle zone più aride, come anche strumenti atti a ricaricare le falde acquifere e strumenti per la conservazione delle zone umide, sistemi che offrono rischi minori e a costi inferiori. L’aumento di disponibilità d’acqua conseguente deve sempre essere accompagnato da politiche volte a promuovere l’efficienza idrica e a migliorare l’allocazione dell’acqua.
  • Ridurre l’impatto di eventi metereologici estremi e della variabilità delle precipitazioni. Anche in questo caso un aumento della capacità di stoccaggio e dei sistemi di riutilizzo dell’acqua creerà una capacità di resilienza ai mutamenti climatici. Chiaramente sarà necessaria una migliore pianificazione urbana a livello globale, con un’attenta politica di gestione dei rischi e il coinvolgimento dei cittadini al fine di ridurre l’esposizione al rischio di alluvione. Grandi investimenti serviranno poi per proteggere le città costiere da mareggiate e inondazioni.

Conclusioni

Fra le interconnessioni più importanti ribadiamo quella tra scarsità d’acqua e scarsità alimentare: Il consumo di cibo e il suo ruolo principale nella domanda di volumi di acqua, le relazioni commerciali sleali a discapito delle fasce più povere della popolazione devono essere riconosciuti come sfide alla sicurezza alimentare. Le economie in via di sviluppo e in particolare le economie africane hanno raccolti scarsi per molte ragioni, ma una delle più importanti è quella relativa ai prezzi alimentari globali nell’ultimo mezzo secolo. Gli agricoltori non hanno mai avuto la possibilità di realizzare un surplus da poter reinvestire, poiché i governi non hanno mai potuto resistere all’opportunità di importare alimenti a basso costo.

Il commercio alimentare nei mercati globali va ripensato in modo da aiutare ad abbinare l’offerta alimentare alla domanda alimentare e da ottimizzare la produttività della tecnologia, della terra e delle risorse idriche a livello globale. Le politiche economiche e commerciali che aumentano la produttività agricola e contribuiscono a un migliore funzionamento dei mercati per l’agricoltura e i per i prodotti alimentari, sono un fattore chiave per migliorare la sicurezza alimentare globale.

È necessario un cambiamento radicale nell’uso dell’acqua e dell’energia nella politica dei sistemi alimentari per evitare una grave crisi in futuro. Migliorare la sicurezza alimentare richiede ai governi di affrontare con forza le questioni che guidano questo tema, come la crescita della popolazione, la povertà diffusa e la disuguaglianza di reddito, i cambiamenti climatici, la scarsità d’acqua, il degrado del suolo, l’inflazione dei prezzi energetici e alimentari. Ciò richiede investimenti per affrontare i cambiamenti climatici; la conservazione delle risorse idriche ed energetiche; sviluppare e adottare varietà di sementi resilienti ai cambiamenti climatici; modernizzare i sistemi di irrigazione; rafforzare le scorte alimentari domestiche; dare nuovo impulso e sviluppo all’agricoltura; infine riformare il mercato alimentare globale e il commercio. I problemi e gli approcci possono essere ben condivisi, ma investire nei beni comuni globali è la più grande sfida affrontata dalla comunità internazionale. È necessaria una cooperazione fra tutti i governi di tutti i paesi, senza precedenti, per garantire la sicurezza alimentare futura per tutti entro il 2050 e oltre.

Ulteriore importante arma nelle nostre mani è la creatività e capacità di innovazione dell’uomo. L’uomo, pur rappresentando la più nefasta origine dei suoi stessi problemi, è spesso anche la più creativa ed efficace fonte di soluzioni. A titolo di esempio, già oggi, oltre ai citati sistemi di desalinizzazione per creare acqua potabile dall’acqua marina, esistono sistemi capaci di produrre e generare acqua potabile grazie alla condensazione dell’aria. Questi sistemi vengono utilizzati anche in aree desertiche e potranno essere ulteriormente estesi. L’immediato futuro dovrà essere teatro di tante ulteriori innovazioni che potranno contribuire a contenere e a risolvere la crisi dell’acqua.

Voi come pensate di contribuire?

Giuseppe Tommaso D'Anzi

Giuseppe Tommaso D'Anzi – Junior consultant

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