Negli ultimi anni lo smart working è passato da misura emergenziale a leva strategica per molte organizzazioni. Con le novità del 2026, la disciplina prevista dalla Legge 81/2017 viene rafforzata, per rendere il lavoro agile più sicuro, strutturato e stabile.
Le nuove regole mirano a consolidare le tutele dei lavoratori e a chiarire le responsabilità aziendali, rendendo lo smart working una modalità organizzativa stabile.
Principali novità 2026
Cosa cambia concretamente:
- Rafforzamento dell’obbligo di informativa annuale sui rischi
- Maggiore attenzione a ergonomia e stress lavoro-correlato
- Sanzioni per mancata informativa sicurezza
- Conferma centralità dell’accordo individuale
- Smart working riconosciuto come modalità organizzativa stabile
Obblighi per i datori di lavoro
Chi gestisce persone in smart working deve garantire informazione, formazione, sicurezza e aggiornamento degli accordi individuali.
- fornire informativa aggiornata sui rischi generali e specifici
- garantire formazione su sicurezza e uso strumenti digitali
- monitorare condizioni ergonomiche
- aggiornare accordi individuali quando necessario
Sanzioni previste
La mancata adozione delle regole può comportare sanzioni fino a 7.500 euro e responsabilità ulteriori in caso di omissioni documentali.
Impatti organizzativi per HR e management
HR e manager devono evolvere il lavoro agile da “concessione” a “modalità di governance”, aggiornando policy, accordi e strumenti di monitoraggio.
- aggiornare policy smart working
- aggiornare modelli di accordo individuale
- integrare il DVR con i rischi del lavoro agile
- strutturare formazione periodica
- definire sistemi di monitoraggio della sostenibilità organizzativa
Checklist operativa
Per assicurarsi che lo smart working sia sicuro, tracciabile e conforme alla normativa, è utile seguire questa checklist operativa:
- Informativa sicurezza aggiornata
- Accordi individuali firmati
- Policy aziendale aggiornata
- DVR integrato
- Formazione lavoratori erogata
- Monitoraggio ergonomia attivato




