Il pnrr vincolo esterno per una pubblica amministrazione più efficiente

1 Settembre 2021
Il pnrr vincolo esterno per una pubblica amministrazione più efficiente

Con l’approvazione da parte del Consiglio Ue del 13 luglio 2021 del piano per la ripresa e la resilienza dell’Italia si è avviata la fase operativa per l’attuazione del piano. Alla Decisione è allegato un documento di dettaglio in cui vengono definiti, in relazione a ciascun investimento e riforma, precisi obiettivi e traguardi.

Il modello operativo che viene assunto con questo strumento è simile ai sistemi programmatori e pianificatori tipici delle imprese. Gli obiettivi sono scadenzati temporalmente ed al loro conseguimento si lega l’assegnazione delle risorse UE su base semestrale.

Un modello di budget con risorse e obiettivi quindi. Un notevole salto in avanti rispetto al sistema della Pubblica amministrazione abituato a ragionare per spese correnti. Con una visione strutturalmente legata agli opex piuttosto che ai capex.

Come ben evidenziato nei documenti elaborati dal Servizio Studi della Camera dei Deputati, “Al fine di accedere ai fondi di Next Generation EU (NGEU), il nuovo strumento dell’Unione europea per la ripresa che integra il Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027, ciascuno Stato membro deve predisporre un Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (PNRR – Recovery and Resilience Plan) per definire un pacchetto coerente di riforme e investimenti per il periodo 2021-2026.

Il piano deve dettagliare i progetti, le misure e le riforme previste nelle aree di intervento riconducibili a sei pilastri fondamentali: 1) transizione verde; 2) trasformazione digitale; 3) crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, compresi coesione economica, occupazione, produttività, competitività, ricerca, sviluppo e innovazione e un mercato unico ben funzionante con PMI forti; 4) coesione sociale e territoriale; 5) salute e resilienza economica, sociale e istituzionale, anche al fine di aumentare la capacità di reazione e la preparazione alle crisi; 6) politiche per la prossima generazione, infanzia e gioventù, incluse istruzione e competenze”.

Aggiungo che, come ogni modello pianificatorio che si rispetti, i primi di agosto è partita dalla Presidenza del Consiglio, a firma del sottosegretario Roberto Garofoli, una nota indirizzata a tutti i ministri per dare indirizzi e scadenze.

Scrive Garofoli a ciascun ministro “la predisposizione di un’ordinata agenda di governo oltre a rispondere a puntuali prescrizioni normative, è coerente con l’esigenza di organizzare al meglio la spesso complessa attività istruttoria. Un’esigenza ancor più forte in considerazione degli impegni assunti nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) del quale costituiscono una componente centrale le riforme anche settoriali”. Il rispetto delle scadenze e “il programmato e approfondito esame delle riforme è quanto impone un rinnovato approccio al modo stesso di intendere il processo di produzione normativa, quale fattore di impulso alle politiche di sviluppo.”

Una vera e propria planning letter tipica da CFO. Sono elencati il quadro degli impegni che attendono l’esecutivo per la fine del 2021 e persino quelli più importanti fino al 2026. Si tratta dunque d un atto di forte indirizzo. Con natura concreta ed operativa. Un vero proprio calendario delle riforme. Dicastero per dicastero.

Questa sorta di rivoluzione copernicana, che la macchina ammnistrativa sta entando di attuare, si basa su linee di azione e di programmazione per le quali servono competenze specifiche.

Ed ecco che, dopo gli atti di pianificazione, arriva il tema delle risorse. Su questo è venuto in soccorso attraverso il decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, il piano assunzionale per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni.

Norme che cambiano il modo di fare i concorsi e, almeno sulla carta, velocizzano di molto i tempi di inserimento delle risorse all’interno del sistema pubblico.

La PA si apre dunque a nuove competenze e managerialità. In particolare, è di notevole interesse l’introduzione del portale https://www.inpa.gov.it/ definito come la porta digitale unica di accesso al lavoro nella Pubblica amministrazione. Come riportato nel sito del ministero della pubblica amministrazione “InPa, per la ricerca e il reclutamento dei profili professionali necessari alle pubbliche amministrazioni, si avvarrà delle banche dati specifiche dei professionisti iscritti agli Albi e di quelle delle professioni non ordinistiche. A tal fine, il 16 luglio scorso è stato siglato un Protocollo d’intesa tra il Dipartimento Funzione pubblica e ProfessionItaliane, che riunisce la Rete delle professioni tecniche e i Cup: un universo di circa 1,5 milioni di professionisti”.

In qualche modo sembra dunque che il sistema pubblico si sia reso conto che non si realizza la propria missione semplicemente spendendo le risorse. Queste sono invece strumentali al perseguimento della creazione di valore aggiunto, altrimenti l’impresa fallisce. O meglio, come previsto dalle rigide regole dei PNRR, ci verrebbe chiesto un immediato rientro dell’indebitamento con il conseguente default dello Stato.

Un cambio di passo è necessario e non scontato. Così come non è affatto automatico il successo dell’operazione. Questo avverrà solo se, come è auspicabile, la macchina amministrativa si doterà – come appunto previsto dalle linee strategiche del PNRR e dalle prime norme attuative – di tutti quegli strumenti di controllo e verifica tipici della gestione aziendale e che rappresentano un essenziale mezzo di monitoraggio ed aggiustamento dei processi in corso. Un passo dopo l’altro. Con i necessari correttivi ed aggiustamenti. Come avviene negli stati di avanzamento di budget.

In azienda alla fine contano obiettivi, numeri ed i risultati. Ed i tempi in cui essi si realizzano. Il Piano di Ripresa e Resilienza presentato dall’Italia, prevede investimenti e un coerente pacchetto di riforme, a cui sono connesse in modo indissolubile le risorse stanziate e pari a 191,5 miliardi di euro.

Cifre iperboliche “subject to” alla realizzazione di una discontinuità anche organizzativa. La volontà talvolta smuove le montagne. Ma anche il timore di essere schiacciati da una valanga di debiti se gli obiettivi non vengono raggiunti. Questa estate di successi sportivi ci da grande speranza. Forza e organizzazione. L’azienda Italia ce la farà.

Riccardo Capecchi

Riccardo Capecchi – Partner

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