Coaching e Mentoring per sostenere lo Smart working

15 Settembre 2021
Coaching e Mentoring per sostenere lo Smart working

Dopo oltre un anno e mezzo di pandemia, lo Smart Working e le sue evoluzioni nel corso di questi mesi sono ormai nella prassi consolidata della maggior parte dei lavoratori. Ciò nonostante c’è ancora strada da fare perché ci si appropri pienamente delle nuove abitudini manageriali, perché tutti coloro che gestiscono risorse riescano a massimizzare la relazione da remoto con i propri collaboratori, riuscendo a coinvolgere il team, a supportare la gestione dello stress, a sostenere il gruppo come tale.
Una risorsa chiave in questo senso può essere rappresentata da attività di Coaching, Coaching individuale per supportare i Manager, Coaching di Team per “sostenere” i gruppi di lavoro.

Il Coaching, come chiaramente esprime il termine inglese utilizzato, è “allenamento”, è orientato a far crescere le persone, rafforzando la consapevolezza delle proprie competenze, migliorando la propria performance, costruendo sui propri punti di forza e valorizzando le potenzialità di ciascuno.
Il Coach può supportare i manager ed i team lavorando su diversi aspetti della relazione: può essere orientato alla definizione e raggiungimento degli obiettivi, alla gestione della relazione a distanza, alla comunicazione, al coinvolgimento di tutti i membri del team, alla gestione dello stress.
Secondo un modello formativo sviluppato negli anni 80 da McCall, Eichinger e Lombardo, noto come “70:20:10”, la capacità di apprendimento degli adulti avviene per il 70% nell’esperienza lavorativa diretta («fare»), il 20% è legato alle interazione con gli altri che avviene, ad esempio, attraverso, coaching e mentoring, il 10% dell’apprendimento è sviluppato con il training formale, in aula. Ed in particolare coaching e mentoring, sono particolarmente adatti allo sviluppo dello soft skills, fondamentali e con un ruolo chiave nella gestione dei team in smart working.

Anche il Mentoring infatti, da un punto di vista diverso, aiuta a sviluppare le soft skills. In questo caso non allenando le proprie capacità intrinseche grazie al supporto del Coach, ma facendo leva sulla condivisione dell’esperienza: il Mentor è una guida, un punto di riferimento, il Mentor mette a disposizione il proprio sapere, le proprie competenze e la propria esperienza per favorire la crescita personale e professionale del Mentee, condividendo i successi e i fallimenti. Il Mentor è una persona senior, ricca di esperienza con la quale però non si ha una relazione gerarchica, è una guida, che incoraggia, dà ispirazione e supporta una presa di coscienza delle proprie capacità, rafforzando l’autostima e la consapevolezza del Mentee.

Mentoring e Coaching possono dunque essere percorsi complementari in grado di supportare efficacemente lo sviluppo di manager e collaboratori, in particolare in questo periodo di relazioni più difficili, di rischio di alienazione, in un mondo da remoto al quale in parte ci siamo abituati ma che comincia ad incidere in maniera radicale e strutturale sulla nostra vita, allontanandoci sempre di più dalla vecchia “normalità”.

Anna Taliani

Anna Taliani – Partner

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